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Archive for 4 Maggio 2021

Ieri è stata una giornataccia per me: 1) in mattina ho fatto l’autista sino in stazione ferroviaria per accompagnare l’Amico giornalista Stefano Dati che aveva il processo nel Tribunale di Milano dove è stato assolto a mezzogiorno dalla denuncia del mio ex Sindaco “uscente” Roberto Maviglia per una fotografia del prosciutto ammuffito nella mensa scolastica, ero l’unico presente ma come ex Assessore, 2) Commissione consiliare ore 18.30 col Sindaco, Assessore e 5 Consiglieri comunali anziché 7 come unico presente come pubblico sui lavori della Tangenziale con “Studio di fattibilità” sulla delibera di Giunta n° 80 del 16/5/2013 quando ero Assessore ed ora con 2 finanziamenti( regionale e governativo) per le piazze con viabilità in centro e 3) alle 20.30 Forum del Volontariato Sociale ancora in aula consiliare per SolidarMarket, Regolamento comunale e raccolta alimentare di sabato prossimo. Purtroppo Report su RAI 3 era quasi finito!

Ieri dopo la sentenza ho pubblicato su Facebook: Il giornalista Stefano Dati è appena stato assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto” nel processo voluto dal Sindaco Roberto Maviglia per la pubblicazione della foto del prosciutto ammuffito servito nella mensa scolastica(fatto avvenuto nel 2017). Quella foto non solo era autentica, ma come sostenuto dai testimoni è stata realmente servita nel piatto di un alunno.

Ieri anche Stefano ha pubblicato su Facebook: Oggi (3 maggio 2021) il diritto di cronaca ha avuto la sua rivincita su chi aveva in qualche modo fatto un tentativo di oscurarlo. Se si è convinti delle proprie azioni nell’attività professionale si può vincere battaglie anche contro Sindaco e comune! Il processo voluto dal primo cittadino di Cassano d’Adda contro di me, accusato di diffamazione attraverso un articolo giornalistico in cui riportavo lamentele dei genitori sul servizio mensa scolastica (aprile 2017), questa mattina è terminato con una piena assoluzione nei miei confronti. Ricordando i fatti: a scatenare l’ira del primo cittadino sull’argomento riportato nell’articolo, pubblicato sulla testata on line “Tribuna Tv” nell’aprile 2017, fu la pubblicazione di una fotografia che mostrava una porzione di pizza con muffa sul prosciutto:

Secondo il Sindaco la pubblicazione di quella immagine era diffamante ed allarmistica. Viene quindi presentata in caserma dei carabinieri una denuncia nei miei confronti per diffamazione a mezzo stampa ed allarmismo. Dopo tre anni di processo, questa mattina arriva la sentenza inequivocabile: ”Assolto per non aver commesso il fatto”. La richiesta di assoluzione piena è stata, fra l’altro, avanzata anche dal Pubblico Ministero senza dubbio alcuno, sostenendo che quell’articolo è stato trattato nel totale rispetto della normativa sul diritto di cronaca e libera stampa. Nel dibattimento durante le varie udienze, poi, è emerso che quella foto del prosciutto con muffa non solo era autentica, ma dalle testimonianze, di chi era presente in mensa, si è appreso che quel prodotto avariato era stato addirittura servito ad un alunno. Il bambino aveva anche iniziato a consumarlo, solo l’intervento di un insegnante ha evitato lo mangiasse tutto. 

Commento a Stefano di Elena Bornaghi Non poteva essere diversamente Stefano. Da ex giornalista sono felice di questa sentenza che difende il diritto di cronaca e la libertà di stampa. Caso vuole che l’assoluzione giunga proprio nella giornata mondiale della libertà di stampa, intesa come pilastro della democrazia. Personalmente sono contenta di aver contribuito con la mia testimonianza a fugare ogni dubbio sull’insussistenza di trame ordite per infangare l’amministrazione comunale: tutti i fatti si erano svolti secondo i canali istituzionali; così pure tu avevi raccolto le voci degli amministratori e non solo quelle dei cittadini che si lamentavano, come deve fare ogni buon cronista rispettoso delle parti. Ma sono felice soprattutto da cittadina perché è una sentenza che conferma che si può e si deve avere fiducia nella Giustizia, anche se i suoi tempi sono eccessivamente lunghi.

Post scriptum: sono ormai diventato un frequentatore di processi che riguardano Cassano d’Adda(Mi) da quello di Lodi per il baretto dell’Ananasso dove 2 Funzionari comunali rischiavano di essere licenziati a quello di Stefano dove nella prima udienza del 16 ottobre 2020 col Sindaco interrogato(unica volta che era presente) e sono potuto entrare come “Amico dell’imputato”, nella seconda del 20 gennaio 2021 c’era il divieto per il COVID19 con 2 testimoni( insegnante-Consigliere comunale Elena Bornaghi ed un genitore critico per ben 5 anni), il 16 aprile ho potuto solo origliare stando sulla porta con interrogazione di altre 2 testimoni( una addetta alla mensa che ha inviato la foto a Stefano trovando anche vermi in verdura o pane con embrione di pulcino nell’uovo sempre fotografati anche dalle maestre come la sorella del Sindaco ed una mamma che non era d’accordo sul verbale della Commissione Mensa allargata dopo un’ispezione a sorpresa ma ne ha redatto un altro) con la “Dichiarazione spontanea” di Stefano ed ieri come ex Assessore.
Come mai la mia ex collega all’Istruzione Simona Merisi non ha testimoniato?
Il Pubblico Ministero invece ha subito chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. L‘Avvocatessa del Sindaco ha evidenziato l’allarme sociale ma i vari fatti sono durati 5 anni ed ha chiesto la condanna di Stefano depositando la nota spese del Comune.
Sarò curioso, ma quanto ammonterà la nota spese?
Il legale di Stefano ha evidenziato l’assoluta correttezza da parte del giornalista nello scrivere l’articolo. Il Giudice ha quindi recepito la richiesta del Pubblico Ministero e quella del legale di Stefano emettendo sentenza di assoluzione piena: “ Per non aver commesso il fatto!”


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