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Nel luglio 1978 si sposarono Giuseppe Giussani con Vittoria Doppiu in Sardegna ad Alghero e siccome ero stato invitato con Emilio Pacchiarini e Pierluigi Oliveri ci accordammo sul viaggio; purtroppo entrambi volevano fare il viaggio in aereo e restare qualche giorno, mentre io ho deciso di girare l’isola da solo in bicicletta da corsa ed ho fatto preparare un portapacchi dal fabbro Massimo Invernizzi; sono partito dalla stazione ferroviaria di Cassano d’Adda ed ho raggiunto Milano, poi fino a Genova dove ho raggiunto il porto e mi sono imbarcato sul traghetto con la bici smontata in 2 sacchi neri dell’immondizia; non sono sceso al porto di Olbia perchè c’era un dislivello di 1.000 metri per scendere al sud verso Cagliari e pertanto sono sbarcato al porto di Arbatax; come Cristoforo Colombo che ha baciato l’America appena sbarcato io purtroppo sono caduto in quanto la ruota davanti si è infilata nella griglia di una deviazione a sinistra della strada ferendomi in fronte, ma soccorso da una ragazza che abitava nella casa di fianco( non ero il primo ciclista che medicava) e poi la dottoressa mi mise 2 punti di sutura; dopo una notte di riposo mi sono diretto a Cagliari dove ho alloggiato qualche giorno da una zia bergamasca di Battista Cantù; il primo giorno presi il treno per Iglesias e visitai le isole di San Pietro ed Antioco, poi sono rientrato in autostop a Cagliari; il giorno dopo mi sono recato all’ospedale a togliere i punti; sono ripartito verso il nord prendendo la superstrada “Carlo Felice” passando per Barumini dove ho visto il nurago più bello della Sardegna, a Bosa ho visto da lontano Bosa Marina in quanto stravano costruendo la nuova strada; raggiunto Alghero ho dormito in casa della sposa ed il giorno dopo sono arrivati i miei 2 soci col mio vestito per il matrimonio ed abbiamo dormito da un affittacamere; ci hanno accompagnato alle Grotte di Nettuno ed al mare a Stintino mentre il matrimonio è durato 2 giorni( al sabato dopo la celebrazione in chiesa pranzo e cena, ma domenica ancora il pranzo con le specialità sarde(come dalle foto con Dario e Pierantonio, fratelli di Giuseppe); siamo ripartiti insieme ed io ho pedalato in tutta la costa nord da Castelsardo alla Costa Smeralda con sosta a Porto Cervo dove il pittore milanese Guglielmo Ventura mi ha scattato una foto come ciclista davanti alle imbarcazioni di lusso( me l’ha recapitata in banca); superato il cartello di Golfo Aranci è scoppiata la ruota posteriore della bici e mi sono recato a piedi in spiaggia dove ho soggiornato con un gruppetto di ragazzi( di Treviso e Sesto Fiorentino) in tenda dormendo anche su una barca ormeggiata alla riva; mi sono imbarcato sul traghetto per Civitavecchia e poi in treno sino a Firenze dove ho fatto un giretto a piedi; poi ancora in treno verso Milano ed infine a Cassano.

Quest’anno abbiamo deciso in famiglia di fare le vacanze al mare in Sardegna ed ho prenotato all’Adda Viaggi i traghetti, mentre abbiamo prenotato i B & B( Bed and Breakfast = letto e colazione) per tutto il tour.

Mercoledì 4 siamo partiti da casa alle 4 del mattino in automobile, dopo aver superato Melegnano siamo entrati in autostrada a Binasco ed alle 6 e 40 siamo arrivati senza sosta e code al porto di Genova in anticipo( l’appuntamento era di 2 ore prima) e siamo entrati al terminal a piedi; il traghetto “Janas” della Tirrenia è partito mezz’ora di ritardo alle 9.30 in quanto ha ritardato lo sbarco; purtroppo sul ponte in ferro un cane ha fatto pipì ed i padroni non hanno asciugato, pertanto alcuni bimbi ed adulti hanno bagnato ciabatte e scarpe; pranzo a bordo dove ho conosciuto il lodigiano Gino Felizzi che mi ha dato qualche dritta come frequentatore assiduo dell’isola. Purtroppo l’aria condizionata funzionava a manetta, ma avevamo nelle valige gli indumenti più pesanti riposte nelle auto chiuse nelle stive durante tutto il tragitto in mare; dopo circa 10 ore di navigazione siamo sbarcati ad Olbia ed all’ufficio informazioni ci hanno dato le indicazioni per la via dell’affittacamere Ciro’S House di Edoardo dove hanno alloggiato i miei 2 figli Emanuele e Federico mentre noi eravamo nel vicino B & B Lucia; come suggerito da Edoardo abbiamo cenato nella vicina trattoria “La Vecchia Olbia”, purtroppo senza cavallo per Federico.

Giovedì 5 colazione in un bar in quanto Edoardo si era dimenticato di dirci che il suo appartamento non aveva il posto, mentre da noi c’era ma il titolare aveva fatto la convenzione col bar vicino; ci siamo recati nel Golfo Aranci alla Cala Moresca dove c’era un vento fortissimo che faceva volar via gli ombrelloni tanto che a turno tenevamo in mano i bastoni; abbiamo giocato in acqua col pallone da pallavolo e con i racchettoni con varie palline( pin-pong e tennis); Emanuele è l’esperto sportivo che ha portato una borsa di giochi mentre Federico è appassionato di animaletti e di conchiglie di mare; breve sosta alla Spiaggia Bianca; alla sera ci siamo recati a piedi in centro superando il passaggio a livello ferroviario custodito per cenare come suggerito da Edoardo al ristorante Pepe Bianco dove il cameriere ci voleva fregare con 2 menù turistici scorporati in piatti singoli; giretto anche sul lungomare tra le bancarelle con vista sulla ruota panoromica illuminata e ben sponsorizzata.

Venerdì 6 ci siamo recati al porto di Palau dove partivano i traghetti per le isole Maddalena e Caprera( quest’ultima è stata la dimora prediletta dell’Eroe Giuseppe Garibaldi e dove morì); poi in Costa Smeralda con un’altra sosta a Porto Cervo ed al mare a Capriccioli in una delle 2 piccole spiagge affollatissime; è transitata una nave con un elicottero a bordo; rientrando ad Olbia ci siamo fermati alla Chiesa di San Simplicio; ho notato che i manifestini funerari avevano i nominativi scritti in carattere molto grande; cena sicura ancora nella trattoria “La Vecchia Olbia”, ma ancora senza cavallo per Federico in quanto esaurito o scappato?

Sabato 7 partenza per Tortolì; ci ha superato un gruppone di molti motociclisti tedeschi; abbiamo fatto tappa( come suggerito da Gino) al mare a Posada con un’immensa spiaggia; prima di ripartire nel parcheggio antistante la spiaggia mi ha colpito la visione di un sub che passeggiava in muta con pinne e fucile in mano; breve sosta nella Caletta di Siniscola; abbiamo visto molte pale eoliche; poi partenza per l’interno col dislivello di 1.000 metri ma con moltissimi tornanti di montagna in salita e discesa passando per paesini con viuzze molto strette( meno male che nel giro in bici di 41 anni fa l’ho scartato subito questo tratto); abbiamo visto molti fichi d’India e murales; mi sono fermato anche ad una cava di marmo; arrivati a Tortolì abbiamo chiesto per caso informazioni alle cugine di Dilva che gestisce il B & B Francisca, mentre la più giovane ci ha preceduto in auto sino a destinazione; cena come suggerito da Dilva alla Cooperativa Pescatori e fotografia con mia moglie presso il Comune davanti alla bicicletta gigante del Giro d’Italia n° 100 transitato nel 2017.

Domenica 8 colazione super abbondante e partenza per la visita al porto di Arbatax alla ricerca della famosa griglia di 41 anni fa, ma col nuovo murales prima della casa della mia infermiera; ripartenza per Cagliari in mezzo alle montagne ed incrocio con un’auto a Gairo che mi ha lampeggiato coi fari perchè c’era un gregge di capre in mezzo alla strada, il motocarro del pastore precedeva il gregge; in un paesino sperduto c’erano ancora i manifesti elettorali per l’Europa appesi su artistici tabelloni in ferro; sosta per il pranzo in un angolino carino ed ombreggiato con assaggio di frutti di bosco; attraversammo diversi passaggi a livello incustoditi con binari a scartamento ridotto; mi sono fermato subito dopo la casetta ferroviaria con una vite ombreggante piena d’uva nera( secondo il mio assaggio era matura); breve sosta davanti al lago Flumendosa; sosta di 2 ore al nurago di Barumini con guida e con visita a pagamento( 12 € a persona); con la “Carlo Felice” arriviamo a Cagliari e col disguido di Roberta del B & B Almea che ci aveva prenotato per ottobre; per fortuna Roberta ci ha trovato posto al B & B Al Solemar di Andrea in 2 edifici diversi a 700 metri di distanza; abbiamo cenato nel vicino ristorante Piper 144.

Lunedì 9 colazione nel nostro Lina n° 408 e giro al porto, poi nelle 2 spiagge di Calamosca e Poetto; ricerca disperata del Parco naturale Mollentargius-Saline con 1 solo cartello segnaletico in centro( giro pazzesco con coda per lavori in corso nelle super strade e raccordi vari); finalmente dopo alcune richieste d’informazioni arriviamo al parco con molti fenicotteri rosa, troviamo piume semicolorate sulla riva ed anche un gabbiano morto; giretto in spiaggia di Quartu sant’Elena; rientro in centro ripassando ancora davanti ai 2 stadi di calcio e come suggerito da Andrea per il pranzo al self service White Stone( col barista molto somigliante al mio vicino Dario Pesenti di Peso’s cafè); giro nel centro storico con salita di una delle 2 lunghe scalinata per i bastioni con ottima vista sulla città e sul mare; poi in un bell’ascensore funzionante e trasparente, ma con quello sulla strada bloccato senza cartello segnaletico del guasto per salire alla cattedrale in piazza Palazzo che avevo visto prima da solo; acquisto di alcuni souvenirs e foto al volantino dei lavoratori sfruttati in quanto sottopagati.